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LE DONNE POTRANNO GUIDARE IN ARABIA SAUDITA: NOOOOOOOOOOOOOOOO!

Ma come?? Ma siamo diventati matti??
Le donne in Arabia Saudita non hanno mai potuto guidare, per spostarsi si sono sempre avvalse di mariti, fratelli, padri, figli, autisti privati, taxi...e ora che cosa succede??? Il Re ha emesso un decreto secondo il quale le donne potranno guidare. A partire da Giugno 2018, che' nel frattempo devono preparare le strutture (scuole guida) e i dettagli legislativi (eta' minima ...).

Io sono in shock. 😟😟

Ma come?? Ci ho messo tanto per lasciare lo stress della guida in mezzo a sto casino ad altri! Ho fatto anni e anni di tangenziale a Milano, km e km di autostrade del nord Italia...finalmente mi trovo dove non devo preoccuparmi di guidare e che succede???? Mo' mi autorizzano a guidare....ma roba da matti...

Copertina storica di Arab News del 27 settembre 2017.
Ho provato ad acquistare la copia di carta ma nonostante abbiamo girato tanti negozi, a Tabuk non si trovava! O volevano nascondere la notizia oppure qui e' talmente remoto che i giornali scritti in inglese non hanno mercato....


Addio taxi, addio autisti...😭😭😭 ci toccherà prendere l'auto la mattina a andare a fare la spesa da sole, ci toccherà parcheggiare!! Ci troveremo a dover essere indipendenti!!!!!

Non e' possibile. Staro' sognando. Un incubo.

Vedremo come decideranno di implementare questa cosa, hanno 9 mesi di tempo per partorire qualche bella limitazione e farci cosi' godere ancora un po' di accompagnamento! Potrebbero autorizzare solo le over 40, ma non basterebbe visto che li ho ben passati! Chissa' cosa si inventeranno....faranno i parcheggi segregati? oppure le donne possano essere fermate solo da poliziotte donne (e quindi avere poliziotte donne!)...?

Ma qui guidano come matti, sauditi e pakistani, e il traffico nelle grandi citta' e' assolutamente una casino! Agli incroci il semaforo e' verde solo su una strada per volta delle 4, perche' non sono capaci di attraversare un incrocio rispettando chi viene in senso opposto, ma vogliamo immaginare cosa succederà con le donne al volante, magari con la maschera sul viso che non ti fa vedere niente?!? Io l'ho provata, parlo a ragion veduta e vi assicuro che ho rischiato di cadere dalle scale. Poi i parcheggi...gia' parcheggiano alla come viene viene, le righe per terra sono solo dei suggerimenti, figuriamoci con il doppio delle macchine in giro che cercano parcheggio!!!! Certo perche' i drivers mollano le signore allo shop e se ne vanno, ma se le signore allo shop ci vanno da sole devono anche parcheggiare! E noi sappiamo bene come loro amino parcheggiare di fronte alla porta di ingresso!!!

Insomma questa decisione, dovuta principalmente a motivi economici, portera' un sacco di cambiamenti, non solo sociali ma anche logistici nelle gia' affollate citta' saudite.. aiuto!! 😱😱

Cmq sia, dai, io sono pronta. Si. Credo che mi piegherò a questa cosa ed accetterò di guidare. Cerco di essere resiliente e faro' buon uso del mio lungo training lungo la tangenziale ovest ed est di Milano. E poi in fondo sono convinta che, almeno all'inizio, sarà piu' facile per noi. Immagino la faccia dei poveri indiani o pakistani che alla guida delle loro auto si trovano di fianco una donna al volante...credo che saranno terrorizzati dall'incappare in un incidente con lei, che non saprebbero proprio come gestire! Buon per noi, approfitterò della loro paura e guiderò. E guiderò peggio di loro! Tie'.

Adesso che le cose si stanno un po' rilassando anche da un punto di vista ufficiale, escono fuori gli altarini e pare che nei luoghi remoti di Saudi gia' tante donne siano al volante non solo di auto ma anche di camion e betoniere, con buona pace della polizia! Si perche' poi la gente deve vivere e far fronte alle incombenze quotidiane, mica tutte poi in Saudi hanno il driver che le accompagna!

A parte gli scherzi, qui il problema economico dovuto al prezzo del petrolio e' sempre piu' evidente, qualcosa andava fatto e avere piu' della meta' della popolazione chiusa in casa perche' non può muoversi ne' lavorare in modo completamente libero ha fatto si che tutti i pretesti accampati fino ad ora cadessero. E si decidessero a fare quello che andava fatto.

E io sono francamente felice di essere qui ed esserne testimone!

Buona guida a tutte!!!
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LA VALIGIA: DA EXPAT A EMIGRANTE

Facciamo finta che con Expat si intenda chi espatria perche' vuole migliorare la propria condizione economica e che Emigrato sia chi deve espatriare perche' altrimenti non avrebbe alcuna condizione economica di cui parlare.

Facciamo finta eh. Perche' a me delle diatribe sull'etimologia interessa poco.

Expat ed Emigranti pero' si portano dietro un po' di preconcetti e un po' di verità.

Non ho idea di come descrivere la valigia dell'expat, ma ho le idee chiare su quella dell'emigrante......la mia!

Ho viaggiato per tanto mondo, e tanto mondo ancora manca!
adoro le valigie, ne ho una bella collezione (ebbene si...preferisco la collezione di valigie a quella di scarpe!), sempre alla ricerca della piu' capiente e resistente ma leggera come una piuma e ho sempre cercato di viaggiare con bagaglio leggero.

Ma la mia valigia sta subendo una trasformazione...😦😦

Una volta:
- verso l'Italia, partivo da Saudi con la valigia quasi vuota, magari con dei libri gia' letti che vanno verso la loro dimora eterna nella libreria di casa, oppure qualche vestito invernale/estivo che poteva servirmi qua o la', visto che ancora le stagioni non le avevo capite bene..
- verso Saudi, partivo dall'Italia con una valigia con altri libri e mercanzia varia che in Saudi non trovavo, qualche pezzo di parmigiano.. e i soliti pochi vestiti invernali/estivi che facevano inutilmente la spola Italia-Saudi avanti e indietro.

Poi ho cambiato taglia ed e' cambiato tutto...........😜

Adesso:
- verso l'Italia, oltre ai soliti libri, parto con valigie stracariche di roba (vestiti soprattutto) che continuo a spostare tra il Medio Oriente e l'Europa, avanti e indietro...perche' non si sa mai, ormai il clima non e' piu' lo stesso, potrei averne bisogno, potrei sentirne la mancanza, vabbee' tanto ho spazio, dai tanto posso portare due valigie da 23kg ciascuna....carica come un asino.
- verso Saudi, in aggiunta alla roba che fa la spola tra Medio Oriente e Europa, parto con valigie stracariche anche di cibo. Come gli emigranti, appunto. La pasta, il riso, il parmigiano, il lievito madre secco, i biscotti OroSaiwa, le farine biologiche, i legumi e cerali integrali, le zuppe disidratate, le capsule del caffè', chili di polenta, il gomasio, la canfora per gli armadi...........manca la salsa fatta in casa perche' nessuno me la prepara.

il contenuto dell'ultima valigia: 18 kg di bonta'

Eh.....niente, saranno segnali di vecchiaia. Io ho bisogno delle mie cose. Il mio intestino non e' fatto per mangiare chicken curry o kabsa o biscotti dalle filippine o sempre le solite verdure carote/zucchine/cipolle-cipolle/zucchine/carote. Quando sono a Milano, all'Esselunga, quasi quasi mi commuovo a vedere l'abbondanza di cose meravigliose da mangiare!!!

Homesickness e'.......un pezzo di parmigiano nel bagaglio a mano!


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VITA DA GATTO

Dai, manca poco e si torna in Italia per una vacanza. Si, ho bisogno di una bella boccata d'aria fresca, perche' non c'e' niente di meglio che vivere all'estero per riuscire a vedere meglio pregi e difetti del proprio paese. E scoprire che non e' poi cosi' male...
Soprattutto se stai facendo fatica nel posto dove ti trovi.
Nonostante le diverse persone davvero carine che sto conoscendo, io continuo a sentirmi fuori posto qui.
Mentre la mia micia, Lucy, sembra invece trovarsi benissimo...almeno lei!

L'Arabia Saudita non e' il posto migliore per avere animali domestici, ma averli a Tabuk e', se possibile, ancora peggio. L'assistenza sanitaria e' gia' limitata per le persone qui, figuriamoci per gli animali! Esistono solo delle farmacie veterinarie, dove i dipendenti si spacciano per veterinari, ma sono abituati piu' ai cammelli e alle capre piuttosto che a cani e gatti. E per noi che umanizziamo, forse troppo, i nostri animali, si tratta decisamente di personale inadeguato.

Farmacie veterinarie



A Khobar c'erano diverse cliniche veterinarie con servizi eccellenti, ma qui niente. Fortuna vuole che ci sia una signora nel compound amante degli animali che e' un appoggio fondamentale.

Lucy ha 3 anni e mezzo, e' saudita ed e' simpaticissima ma molto volitiva. E infatti...........

Tiene alla sua privacy!

Nel vecchio compound era sempre in mezzo ai casini, c'era un altro gatto (probabilmente una gatta non sterilizzata che quindi considerava la Lucy, che invece lo e', ad un livello inferiore) che la menava di brutto ogni volta che la vedeva. L'anno scorso siamo andati dal veterinario per tagli profondi e sanguinamenti vari almeno 3 volte. Ogni volta che sentivamo strillare di gatti ci saltava il cuore in gola e poverina spesso e volentieri tornava a casa malconcia.
Venire in un posto cosi' remoto, senza assistenza e in un compound cosi' piccolo e pieno di gatti mi spaventava. E invece, almeno per lei, sta andando benone!




Quasi ogni villa ha un gatto, ma sono tutti sterilizzati e quindi soffiano e strillano un pochino al massimo, ma, touch wood, almeno fino ad ora, nessuna rissa degna di nota.
Lucy sembra anche aver trovato l'amore!

Lucy e Nerino
(noi lo chiamiamo cosi'!)



Questo e' il suo fidanzato: viene a chiamarla (strilla a squarciagola) ogni mattina e quando lei, che e' preziosa, si degna di uscire con lui, passano la mattinata insieme. Poi lei si ritira e da buon gatto, dorme tutto il giorno.
Lui le e' devoto e a lei piace: e' l'unico che lei fa entrare nel suo territorio. Io sono piu' tranquilla perche' vedo che si aiutano nei confronti di altri gatti con cui invece non vanno d'accordo.

Lucy e' un amore grande, ha traslocato insieme a noi e si e' fatta due giorni di macchina e 1800km stando bravissima! Spero che andrà tutto bene e che potrà stare con noi ancora a lungo.

💖💖💖
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CREATURES

Gia' prima di venire quassù sapevo dell'esistenza dei Camel Spiders, i ragni dei cammelli. Gia' il nome fa venire i brividi...poi da aracnofobica quale sono sempre stata, la cosa non prometteva niente di buono.
Mi sono informata un po' online e so che non sono pericolosi ma che se li incontri di giorno, tendono a seguirti per stare nella tua ombra....😱😱
Persone che vivono qui da anni e anni mi avevano detto che ne aveva visto forse uno una volta....quindi ero tranquilla.
Fino a ieri mattina.
Esco a fare la mia camminata veloce tra i due muri del compound (una specie di ora d'aria per carcerati) e proprio vicino all'uscita.....eccolo. 🙈🙈


Camel Spider

Si, sembra un po' strano, ma e' perche' ha le zampette in su.
E' morto.
L'ho fotografato. L'ho osservato un po'. Finche' ce l'ho fatta.
Fa schifo.
Pero' a pensarci bene, nonostante i peli sulla pancia che sono orripilanti, sembra un granchio. Non e' che la cicala di mare sia piu' bella, no?

Vabbe', al momento mi accontento di averlo visto da morto. Mi risparmio volentieri di vederlo camminare!

Siccome non ci facciamo mancare niente, un pomeriggio eravamo downtown, nel cuore del souq. Parcheggiamo e appena apro la portiera trovo questo ad accogliermi!!



Piuttosto grosso direi, considerando che e' secco come uno stoccafisso!
Ho avuto uno di quei momenti difficili del tipo......

ma dove cavolo sono finitaaaaaa!!!!!!!

Altre bestiole che non mancano da queste parti sono i piccioni, essendo il compound in mezzo ai campi. Ma quelli non mancano neanche a Milano. Quindi niente foto.

إلى أللَقاء
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TABUK FESTIVAL

In mezzo ai cartelli solo in arabo, un giorno e' spuntato questo:




Chiedendo aiuto a colleghi sauditi, identifichiamo luogo e data (le date sono quelle del calendario Hajiri) del Tabuk Fruit e Flower Festival!


Occasione da non perdere per comprendere meglio la citta' in cui sto vivendo. E ne e' valsa la pena.

Abbiamo girato un po' e ovviamente non solo eravamo gli unici occidentali, ma ero anche l'unica donna di cui si vedeva il viso.


Ad un certo punto siamo stati approcciati da una ragazza che lavorava per il festival e con le mie 4 parole in arabo e le sue 4 parole in inglese, ci siamo intese! Ci ha accompagnato in giro per il festival, visitando il piccolo padiglione dove vendevano piante fiori e frutta, tutti della regione di Tabuk che ha un clima decisamente piu' mite rispetto a quello della costa sul golfo Persico dove vivevamo prima. Quali ospiti d'onore ci e' stato concesso di fare il giro in senso inverso rispetto a tutto il resto del pubblico! Piccole cose per farti sentire importante!



All'esterno c'era un'esposizione di fotografie di Tabuk oggi e di 30 anni fa. Che questo sia un paese strano lo sapevamo, ma ogni giorno ci sono piccole cose inspiegabili: le foto fatte ai giorni nostri ci e' stato spiegato che sono state fatte con i droni, e anche sul festival svolazzavano dei droni. Peccato che i droni in Saudi siano vietati! There is always a way...ci hanno detto!

Poco piu' avanti c'era un lungo pannello dove chiunque poteva contribuire a dipingerlo: l'artista (un saudita di Qatif) dice che vuole realizzare il pannello dipinto piu' lungo al mondo, in onore di Pace e Amore!


Con la nostra accompagnatrice, abbiamo avuto modo di scambiare parole con altri espositori e organizzatori.

La nostra accompagnatrice Tahani
e in secondo piano l'artista del pannello



Devo ammettere che l'impressione generale e' stata molto buona: la gente e' accogliente e friendly, sembrano diffidenti solo perche' non sono abituati a vedere troppi occidentali, parlano poco l'inglese. Ma le persone sembrano piu' genuine rispetto alla ricca Khobar, dove ormai tutti (soprattutto le donne) hanno il pelo sullo stomaco (e non solo in senso figurato!). Le donne sono tutte completamente coperte ma stando accanto alla nostra accompagnatrice, ho avuto la sensazione che gli scambi tra ragazzi e ragazze non siano particolarmente limitati. Insomma questa parte di paese mi sembra piu' reale, magari un po' piu' chiusa per limitate possibilità, ma piu' vera e con i piedi per terra. Qui i sauditi devono lavorare: al Festival, alle bancarelle erano quasi tutti sauditi, giovani e adulti, dietro ai banchi.






Sono soddisfatta di questa esperienza, come tutte le volte che mi infilo in queste occasioni speciali in mezzo ai locali! Questa la archivio nella lista delle cose positive di Ta-buk!



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BENVENUTI A TABUK!

Saaaaaaaaalve...dopo quasi 2 anni di silenzio, arieccomi!


Perche' non ho scritto fino ad ora?

Perche' non avevo niente di interessante da dire, perche' avrei dovuto parlare di persone che oramai sanno bene che sono io dietro a questo blog, perche' ero entrata in una noiosa routine, insomma perche' mi ero rotta le palle.


Perche' devo ricominciare a scrivere??

Si, "devo", nel senso che ne sento il bisogno. Perche' sono successe un bel po' di cose in questo tempo: alla fine della fiera siamo ancora qui in Saudi, ma in un nuovo posto.....nella ridente cittadina di Tabuk! E gia' il nome e' tutto un programma.....a me ricorda "il buco". Non vi dico di che cosa, ma lo capirete presto. Se dopo quasi 6 anni di Khobar credevo di aver trovato un certo equilibrio della mia vita in Saudi, se possibile qui ho potuto fare un passo in avanti....o indietro??? Vedremo.



Quasi tutti i cartelli stradali sono solo in arabo,
ma su questo il mio arabo basico mi aiuta!



Esemplare del parco auto medio di Tabuk
la Ford davanti e' un'eccezione


Insomma, sono qui da qualche mese e: o mi rimetto a scrivere o impazzisco!


Riassumiamo un attimo:

- nuovo compound, nuove persone. Come in ogni posto ci vuole del tempo per conoscere gente, capire con chi ci si trova bene e chi si ha piacere di frequentare. Mettici poi il fatto che il quasi tutti qui parlano inglese come prima lingua, e' evidente che, nonostante i passi da gigante, la lingua e la cultura che uno si porta dietro dal proprio paese e' sempre un ostacolo molto forte, nel senso, per esempio, che quello che fa ridere me, non e' quello che fa ridere loro. Appena arrivata, quasi tutti hanno detto che questo e' un piccolo compound e che la gente e' very friendly ed e' come una famiglia......alla terza persona che mi ha detto la stessa cosa sono corsa a mettermi le mutande di ferro! Alla fine tutto il mondo e' paese, puoi cambiare compound, gente, ma alla fine e' come vivere ad Aramengo (esiste davvero! provincia di Asti, 584 abitanti): tutti sanno tutto di tutti e tutti hanno sempre da ridire su qualcosa e i pettegolezzi e le lamentele sono sempre incredibilmente le stesse! Ad onor del vero, ci sono anche persone gradevoli eh. Ma che due maglioni pero'......
La prima volta che sono uscita di casa, una signora mi si e' presentata e sapeva gia' il nome del mio gatto.
La seconda persona che mi si e' presentata sapeva gia' dove abitavo e che lavori stavo facendo in giardino.
La terza persona che mi si e' presentata mi parlava di una signora che doveva venire qui ma proprio durante il trasloco ha avuto un problema di salute e ha dovuto ritardare l'arrivo.....le ho dovuto dire che quella persona ero io. Non.ho.parole. Benvenuti a Tabuk City.


nuova citta'. Tabuk ha oltre mezzo milione di abitanti, ma e' pur sempre una citta' remota ed agreste, lontana dai fasti (ahahahaha!!!!!!) di Jeddah Riyadh o Khobar! Insomma di fatto e' una citta' in mezzo al deserto, in mezzo al niente. I sauditi qui lavorano (addirittura?!?!?), coltivano la terra (si, qui il clima e' decisamente migliore che sulla costa) e pascolano le capre. Le donne qui (tutte coperte da capo a piedi, nessuna faccia scoperta..sia mai!) si occupano della casa, le povere schiave asiatiche o le tengono ben chiuse in casa (e quindi io in giro non le vedo) oppure non le hanno. E in giro ci vanno con i mariti, perche' qui di driver se ne vedono decisamente meno che nelle grandi citta'. Insomma per capirci sulle distanze, Jeddah (la piu' vicina citta' piu' grande di Tabuk) e' a 1.000km!! Mica dietro l'angolo! Qui non c'e' il Bahrain per distrarsi (la Giordania non e' lontana ma andarci e' piu' un pain in the ass che il beneficio che ne trai). Qui lo shopping e' scarso e penoso. Qui la ricotta e la mozzarella, quella vera, non sono ancora arrivate. E io soffro.


- nuovo mood. A inizio 2017 ho avuto un grosso e improvviso problema di salute (di cui magari racconterò, non tanto per dirvi i cacchi miei ma perche' puo' essere utile ad altri espatriati che devono gestire emergenze da forestieri). Grazie al cielo non ho avuto alcuna conseguenza permanente e sono tornata, lentamente, a quella che ero prima, ma se nel corpo sto tornando in forma, nella testa qualcosa e' cambiato (e non perche' me l'hanno letteralmente aperta!). Almeno per ora. Se gia' ero intollerante a tante cose prima, ora lo sono ancora di meno: quando scampi ad un'operazione al cervello e ti rendi conto che qualcuno ha voluto che tu restassi ancora su questo mondo, un motivo ci deve pur essere, pensi.....e questo motivo non può che essere qualcosa di positivo, qualcosa che deve portare ad un miglioramento della tua vita e non di sofferenza....right??? Bene, quindi, visto che siamo qui per lavorare, per realizzare degli obiettivi, qui dobbiamo stare ancora un po'. Devo solo trovare my way...


Bene. Questo ultimo punto e' forse quello che mi sta scatenando ancora il desiderio di scrivere. Ma cercherò di farlo solo se ne avrò voglia. Se mi divertirò a farlo. Perche' il blog non e' un dovere. E la gente, a meno che non siano tuoi parenti, lo legge perche' e' piacevole e per niente altro. (Diciamo anche che il mio blog lo leggono di piu' gli estranei che i miei parenti.....tie')


Ah. Avvertenza. Che tu sia italiano e sai chi sono perche' vivi anche tu da queste parti, piuttosto che tu sia un amico inglese e mi stai leggendo grazie a Google translator, sappi che non sto parlando di te.....nononono, di tutti gli altri si, ma di te proprio no! Leggete con leggerezza, magari esagero un po', tanto per fare un po' di show, e facciamoci una risata che fa bene alla salute!


A presto con buone nuove da Ta-buk!


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LA TEMPESTA DI SABBIA


foto da internet: la luce arancione rende il paesaggio lunare

Quando le stagioni cambiano, in Saudi non si passa dalle piogge al sole, dal maglioncino alla canottiera, ma gli sbalzi di temperatura creano degli spostamenti di enormi nuvole di sabbia che creano vere e proprie tempeste. Senz'acqua. Ecco quello che accadde qualche mese fa.
Ho vissuto una delle peggiori tempeste di sabbia mai viste. Fosse solo la tempesta in se', ma la serata e' stata abbastanza avventurosa e la racconto.
In una bella giornata che non preludeva a nulla, nel tardo pomeriggio vado in un building nel compound dove con altre sciure ci troviamo per il settimanale appuntamento ludico-creativo. Attorno alle 20 suona l'allarme antincendio. Non siamo certo felici, ma non pensiamo a niente di grave, magari un falso allarme o un test. Succede spesso. Prendiamo quindi cellulare e portafoglio e andiamo verso le scale per scendere dal primo piano al piano terra. E a quel punto le facce cambiano.
foto da internet,
che rende bene quello che succede quando arriva la sand storm
Luci: il corridoio tra la stanza e le scale e' scarsamente illuminato, con solo delle lampade su dei tavolini, tipo salotto di casa.
Rumori: un rumore infernale simile ad un boato continuo ci avvolge. Era il compressore dell'aria condizionata che sparava aria a tutto spiano da una grata sul soffitto.
Fumo: vediamo salire velocemente da sotto verso le scale una nube bianca fitta che sembrava proprio fumo. Le facce delle amiche che erano piu' avanti cambiano completamente. Vediamo poi un filippino che lavora nell'ufficio al piano terra venire verso di noi e ricacciarci di sopra. Abbiamo pensato tutte che quella strada non fosse praticabile. Allora torniamo da dove siamo venute e andiamo giu' per la scala antincendio esterna.
Appena uscite ci troviamo in mezzo ad un'orrenda tempesta di sabbia. Impossibile da descrivere a chi non l'ha provata. E' un po' come essere dentro ad una smerigliatrice a sabbia, col cielo arancione (giorno e notte che sia) e un vento che ti sposta.
Insomma in pochi concitati minuti capiamo che non e' un incendio, non siamo in pericolo, ma si tratta "solo" della tempesta di sabbia che ha fatto saltare tutto.
Lievemente tranquillizzate, decidiamo di chiudere la sessione e ci apprestiamo a tornare a casa.
Chiamo marito che pero' non risponde. Il mio cervello, seppur rallentato (!), fa un'associazione immediata:

marito non risponde = marito in palestra
= porta in cucina aperta = gatto nella tempesta
= DISASTRO


Ok, impacchetto tutto, inforco il mio triciclo (ebbene si, nel compound ci muoviamo con un bellissimo triciclo con cestone dietro!) e in mezzo alla tempesta torno a casa.
Marito appena tornato, gatto saggio gia' in casa da tempo, porta chiusa (dal vento), cucina disastro: 3 dita di sabbia ovunque.

Dai mi sono dilungata a spiegare questo sand drama! Ma fatti a parte, devo dire che ci siamo prese una bella strizza. Quando sei qui dentro sembra tutto bello e tranquillo, ma nel retrocranio hai sempre quella tensione e paura latente che qualcosa di brutto possa sempre accadere. Quando al momento capisci che qualcosa non va, non sai cosa possa essere: dal falso allarme all'attacco terroristico....tutto!
Ammetto, ho avuto paura. Ma prendiamola per il verso giusto: e' tutto allenamento per quando si andrà' in scena davvero.

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